Il secondo vino di Château Angélus. Al naso sprigiona aromi di ciliegie nere, lieve liquirizia e tannini estremamente setosi. Al palato rivela una grande freschezza e una mineralità dall’eccezionale sapidità, lunga ed estremamente fresca, quasi tagliente. Lo stile si discosta del tutto dall’Angelus come conosciuto finora, rappresentando una novità anche per St-Emilion in termini di freschezza e leggerezza. Ma il Carillon è solo foriero di un leggero cambiamento di stile, che ritroviamo in modo molto simile anche nel primo vino Angelus, a sua volta caratterizzato nel 2018 da una freschezza elegante e da un’aria di novità. L’enorme mineralità e acidità, che danno quasi una sensazione acerba, risultano per il momento un po’ aggressive. Questa tendenza è già molto interessante, ma di certo non sfocia in un grande vino.
Château Angélus si trova nella valle di Mazerat; i suoi vigneti si estendono sui versanti inferiori, con suoli argillo-calcarei e misti di argilla e sabbia, esposti in un’ottima posizione a sud.
Affinamento di 24 mesi in barrique francesi.
Per la prima volta e soprattutto per il Carillon, nell’annata 2018 si riscontrano trame molto particolari, assenti nel primo vino Angelus e nel terzo vino dalle giovani viti di Angelus. Le parcelle hanno un alto contenuto di Merlot e si trovano al di fuori delle zone classificate. Il Carillon è diventato così un vino davvero indipendente dai propri vigneti. Di conseguenza, anche le viti non sono così antiche e l’intero carattere del vino è diverso, ma in ogni caso emozionante.